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Nei giorni scorsi la ministra Giannini ha presentato il Piano per la formazione dei docenti, facendo seguito alla Nota ministeriale del 15 settembre scorso che ne anticipava i punti cardine.

Visto che l’argomento tocca l’intero corpo docente in servizio in Italia, cerchiamo di chiarire quali sono i punti essenziali e i compiti dei vari agenti coinvolti. Tutto parte dall’art. 1 comma 124 della Legge 107:

Nell'ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo e' obbligatoria, permanente e strutturale…

Le successive linee guida specificano che l’obbligatorietà della formazione in servizio viene portata avanti attraverso la definizione e il finanziamento di un Piano per la Formazione dei docenti stabilito a livello nazionale. 

Cosa deve fare ciascun docente?

Il docente avrà il compito di stendere un piano individuale di sviluppo professionale: ci sarà un sistema on-line nel quale ciascun docente potrà documentare e riorganizzare la propria “storia formativa e professionale” costruendo il proprio portfolio. Il portfolio permetterà di valutare la qualità e la quantità della formazione effettuata (monte ore, modalità, contenuti).


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Per supportare tutte le attività formative previste dal Piano nazionale e da quelli delle singole scuole, il MIUR ha pensato di realizzare una piattaforma che abbia il duplice scopo di far incontrare la domanda e l’offerta di formazione e di consentire al docente di costruire e curare autonomamente il proprio portfolio digitale, che conterrà tutte le tappe del percorso formativo che affronterà. A regime quindi, il portfolio digitale conterrà automaticamente il curriculum professionale di ogni docente (integrabile in ogni momento) e le attività formative raccolte automaticamente dalla piattaforma per l’incontro tra domanda e offerta di formazione e la carta elettronica del docente.

Il piano individuale si articola in tre macro-aree:

  1. Area delle competenze relative all’insegnamento (competenze didattiche)
  2. Area delle competenze relative alla partecipazione scolastica (competenze organizzative)
  3.  Area delle competenze relative alla propria formazione (competenze professionali)

Il portfolio professionale del docente avrà come punto di partenza il Bilancio delle competenze, già sperimentato per la formazione dei docenti neoassunti negli ultimi due anni. Le successive articolazioni sono

  • Curriculum professionale
  • Attività didattica
  • Piano individuale di sviluppo professionale

Le aree e/o priorità della formazione 2016/2019 si possono incardinare in un sistema che si basa sul raggiungimento di tre competenze essenziali per il buon funzionamento della scuola


La legge 107 riconosce inoltre che la partecipazione ad azioni formative deve riguardare l’intera comunità scolastica.

In tal senso il Piano della Formazione definito a livello nazionale:

•  fissa le priorità formative del paese

•  collega e ispira i Piani di Formazione delle scuole organizzate in rete.

Cosa devono fare le scuole?

Le scuole dovranno redigere un Piano Formativo triennale, parte integrante del PTOF, ispirato a quello nazionale, che si raccordi con le esigenze formative della rete di ambito, ma, allo stesso tempo, adatto ai bisogni formativi che ogni territorio avrà cura di individuare, coinvolgendo direttamente i docenti mediante il Piano individuale di Sviluppo Professionale.

Le scuole articoleranno le attività di formazione in UNITA’ FORMATIVE che, programmate e attuate su base triennale, dovranno essere coerenti con il Piano Nazionale e con i propri Piani formativi.

Le unità formative possono essere promosse e attestate (art 1 D. 170/2016):

•  dalla scuola

•  dalle reti di scuole

•  dall’Amministrazione

•  dalle Università e dai consorzi universitari

•  da altri soggetti accreditati purché le azioni siano coerenti con il Piano di formazione della scuola

La scuola deve garantire ad ogni docente almeno UNA unità formativa per ogni anno scolastico, ma tali unità non dovranno necessariamente raggiungere un monte ore annuo prestabilito a priori a livello ministeriale, come si pensava in un primo momento. Le ore di formazione vengono infatti eventualmente stabilite in totale autonomia dalle scuole nell’ambito del PTOF.

Le unità formative possono prevedere: formazione in presenza, formazione on-line, sperimentazione didattica, lavoro in rete, approfondimento personale e collegiale, documentazione e forme di restituzione alla scuola, progettazione e rielaborazione.

Sono unità formative anche la formazione per animatori digitali, team per l’innovazione, tutor neo-immessi, coordinatori per l’inclusione, ruoli chiave sull’Alternanza scuola-lavoro, approfondimento CLIL

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