Come insegnare questa materia, come trasferire ai ragazzi i vantaggi del PENSIERO COMPUTAZIONALE ? Ne abbiamo parlato nel mio articolo precedente, sperando che le idee siano più chiare, ma voglio condividere quello che ho fatto sperando vivamente in un confronto con tutti voi sull'approccio con il coding e su come possa essere utile a rivoluzionare la didattica. 

"E mentre su New York calavano le prime ombre della sera…"

Così cominciava un vecchio fumetto che ha accompagnato la mia infanzia e così comincio io, anche perché a notte inoltrata sono qui al mio pc a terminare un discorso iniziato nell’articolo precedente 

nick carter

CODING UNPLUGGED

L’inizio dell’avventura è stato fatto lontani dal computer. Come dite? Informatica senza computer? Diceva l’informatico olandese EDSGER DIJKSTRA che “l’informatica sta al computer, più o meno come l’astrofisica sta al cannocchiale”.

quote computer science is no more about computers than astronomy is about telescopes edsger dijkstra 50993

L’informatica, la computer science, la programmazione è un modo di far fare rapidamente ad una macchina stupida, quello che noi intelligenti, facciamo molto lentamente. Chi ha progettato i computer ha elaborato un sistema che traduce in logica booleana, linguaggio binario, ogni informazione ed istruzione dettata alla macchina. Questo sistema di codifica lo ho insegnato ai miei studenti giocando con loro a codificare messaggi segreti, a decodificarli, a scomporre in codice binario immagini colorate e poi provando a ricomporle.

Mi è piaciuto questo sistema per ingenerare in loro una conoscenza pratica del processo informatico, dell’enorme numero di codifiche e traduzioni che si compiono quando si scrive un articolo più o meno interessante come questo.

Tutto senza computer, all’aperto, con carta, cartelloni e penne e con una buona dose di divertimento e confusione sotto gli occhi allibiti del preside (abbiamo fatto giocare anche lui ed ha incredibilmente perso).

Consiglio a tutti il sito di riferimento http://csunplugged.org/ in cui si trovano molte attività didattiche per ogni tipo di esperienza da fare in classe e a casa.

Altri hanno usato un mazzo di carte da costruire in classe, CODY ROBY al sito http://codeweek.it/category/unplugged, che personalmente non ho utilizzato che restituisce gli stessi utilissimo risultati.

CODE.ORG

Sono passato poi a questa piattaforma dell’MIT, http://studio.code.org, in cui, per la verità insieme ai miei ragazzi, abbiamo imparato a programmare con il sistema dei blocchi logici. Ci sono tanti percorso da fare, ed interi corsi in cui occorre programmare la soluzione ad un problema più o meno complesso. Ci si diverte tanto anche perché si utilizzano i personaggi dei film PIXAR (Ice Age), o quelli dei più famosi giochi per dispositivi mobili come Angry Birds o Plants vs Zombie.

Il risultato è sorprendente, si riesce in un tempo ragionevole ad impadronirsi dei conetti tipici dell’informatica. Condizioni, cicli, iterazioni, contatori ed incrementi, cicli condizionati, cicli annidati, funzioni e tutto quello che mi sono dimenticato in questa lista.

La potenzialità di questo sito è enorme, primo perché restituisce il senso del risultato raggiunto quando consegna ai ragazzi ed alla classe un certificato alla fine del corso. Poi, altrettanto interessante per noi insegnanti, permette di creare una classe virtuale in cui ogni studente ha il suo spazio e la sua password per accedere, e l’insegnante ha il modo di verificare i progressi di ciascuno di loro.

A parte l’inizio e l’avvio, tutti gli studenti si sono divertiti a casa e nel tempo libero, raggiungendo in tempi inaspettatamente rapidi la fine del percorso.

SCRATCH

Scratch (https://scratch.mit.edu) è la sublimazione del percorso precedentemente descritto. È uno strumento tanto semplice quanto versatile che consente di giocare, raccontare storie, fare videogiochi, parlare di fisica (ci sono amici che simulano il moto dei pianeti) o controllare robot.

ScratchBlogLogo

Lascio all’iniziativa dei mie cari lettori la voglia di provarlo, ma vale la pena raccontare della comunità di scratch. Tutto quello che si fa va messo in rete, va condiviso con tutti. Chiunque ha la possibilità di attingere dalle idee degli altri, di prendere porzioni di codice, di modificare i progetti altrui e soprattutto di crescere in un cooperative learning continuo ed a livello mondiale. Personalmente ci gioco con la mia cavia da laboratorio e ci inventiamo giochi sotto i suoi suggerimenti. Da poco, la mia cavia che vedete in foto, ha anche cominciato a programmare semplici oggetti in movimento a soli 5 anni.

ang

Vi sembra incredibile? Anche a me, ma credetemi, vale la pena provare.

APP INVENTOR

Niente di meglio di un cellulare per diventare protagonisti della tecnologia, per diventarne soggetti e staccarsi dall’immagine dello scimmione capace di usare il computer.

maxresdefault

Ecco come con il linguaggio di scratch i mie ragazzi hanno imparato a farsi da soli le applicazione per i cellulari, alcune delle quali già pubblicate su playstore e oggetto di futuri articoli. Difficile?

Non tanto se ci si diverte insieme (http://appinventor.mit.edu/explore/).

KODU E PROJECT SPARK

Infine queste due piattaforme che hanno riempito il cuore di questo nostalgico prof. (www.kodugamlab.com, http://welcome.projectspark.com/).

 kodu

Grafica eccezionale e fantasia al potere con la possibilità di crearsi incredibili videogiochi progettando tutto, dal sasso a bordo strada al boss finale da sconfiggere.

project spark

Curiosi? Restate sintonizzati e vedrete cosa riesce a fare un ragazzino di terza media opportunamente motivato.

Non mi resta che salutare ed andare a progettare unità didattiche per i miei studenti (vado ad accendere la Playstation).

Luca Scalzullo
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